Crea sito

Programmazione prenatale.

Dopo un periodo più o meno lungo trascorso nel mondo dello spirito arriva per le anime il momento della reincarnazione. Non si tratta di un momento facile in quanto le anime devono lasciare un mondo di saggezza totale dove vivono in uno stato di beatitudine e libertà per occuparsi delle esigenze fisiche e mentali di un corpo.

Generalmente una volta guarite le ferite della vita passata e riacquistata la propria armonia l’anima sente che è arrivato il momento di ripartire per una nuova avventura. Una volta pronta per la vita successiva l’anima dovrà capire a quali lezioni specifiche sottoporsi per far avanzare il proprio livello di apprendimento ed evolversi e dove e con chi reincarnarsi per avere le migliori opportunità di crescita e di realizzazione degli obiettivi che si è prefissata. 

Le anime si recano in un luogo dove riescono a vedere, quasi fossero al cinema, i luoghi e le epoche in cui possono scegliere di incarnarsi, i loro possibili genitori e spezzoni della loro vita futura. Una volta visionato il tutto  hanno già una propensione verso una scelta piuttosto che un’altra, nonostante questo i consiglieri spirituali danno loro la possibilità di rifletterci ancora a lungo prima di prendere la decisione definitiva e di consultarsi con le loro guide e con i membri del gruppo. 

Una volta presa la decisione alle anime non resta che il passaggio nella cosiddetta “classe di riesame”. Qui si presentano di fronte al Consiglio degli Anziani i quali vogliono rafforzare la loro consapevolezza riguardo ai compiti spirituali dell’incarnazione che stanno per intraprendere. Una volta reincarnatesi le anime non ricorderanno niente né delle vite passate, né delle prove che hanno programmato per la vita futura. Newton interroga un paziente sotto ipnosi sull’utilità dell’amnesia:

Ma ricordare gli errori commessi nelle vite precedenti non ci aiuterebbe a evitarli nel presente?

Se ricordassimo tutto [gli risponde il paziente], rischieremmo di rimanere fissati al nostro passato invece di tentare nuove vie per risolvere gli stessi problemi. Ogni nuova vita va presa sul serio.

E’ l’unico motivo?

Le nostre guide sostengono che senza i vecchi ricordi siamo meno… tentati di riscattare il nostro passato, di vendicarci dei torti subiti[1].

Spesso l’anima è accompagnata sulla Terra da altre anime del suo gruppo con le quali ha un rapporto molto stretto. Come farà a riconoscerle una volta incarnata nel corpo fisico? Per rendere questo possibile l’anima si reca nella cosiddetta “aula del riconoscimento”dove le vengono fatti vedere dei segnali che l’aiuteranno in questo compito:

Sono degli indizi che ci indicano da che parte andare, delle tracce impresse nella nostra mente e che ci torneranno alla memoria nel corso della vita […] Negli snodi cruciali della nostra vita, le indicazioni al margine della strada ci diranno quale direzione prendere… e ci permetteranno di riconoscerci tra noi[2].

Naturalmente l’anima è dotata di libero arbitrio e in qualunque momento della sua vita è libera di ignorare i segnali e compiere scelte diverse:

Quindi la nostra vita può prendere una piega diversa rispetto a quanto previsto nel mondo dello spirito [chiede Newton al paziente sotto ipnosi]

Si, e non si tratta sempre di una buona piega… ma è nostro diritto sbagliare e ignorare i segnali[3].

Dopo questo incontro alcune anime ritornano al gruppo di appartenenza per salutare i compagni, altre invece partono subito. 

Alcune anime si incarnano nel feto già a partire dai primi mesi del concepimento, concedendosi magari alcuni momenti in cui lasciano il corpo fisico per vagare nei dintorni, altre invece si incarnano nel bambino solo al momento della nascita. Il lavoro dell’anima in questo periodo è comunque molto importante ed è volto a entrare in sintonia con la psiche del bambino e ad abituarsi l’uno all’altra.

Con la nascita il corpo e lo spirito diventano un’unità indissolubile. L’anima riacquisterà la propria libertà al momento della morte e in alcuni casi particolari, come durante il sonno, durante sedute di meditazione profonda o in caso di anestesia totale.

Concluderei con le parole di Robert Schwartz la vita è un viaggio dalla mente al cuore[4] che riassumono secondo me in modo esemplare lo scopo di tutte le incarnazioni di un’anima, quello di raggiungere l’amore assoluto, l’illuminazione.


[1] Michael Newton, Il viaggio delle anime, Canali di Venezia, 2016, pag. 78.

[2] Michael Newton, Il viaggio delle anime, Canali di Venezia, 2016, pag. 281-282.

[3] Michael Newton, Il viaggio delle anime, Canali di Venezia, 2016, pag. 288.

[4] Robert Schwartz, Anime coraggiose, Macro edizioni, 2018, pag. 24.